Solomon

Cosa faresti se, all'improvviso, un elefante entrasse nella tua vita? Questa domanda è il trampolino di lancio che ad agosto darà il via alla Scuola Internazionale di Performance di Elan Frantoio, esperienza unica nel suo genere che arriva quest'anno alla ventesima edizione, e che prende spunto proprio dall'ultimo racconto del premio Nobel José Saramago, Il Viaggio dell'Elefante: un libro atipico per l'autore recentemente scomparso, più leggero, più buono, sereno, che non vuole graffiare ma allo stesso tempo non perde la sua carica filosofica.

Così Piazza Vittorio Veneto ospiterà il viaggio dell'elefante Solomon attraverso un Europa quattrocentesca variegata e colorata, aristocratica e popolare, sacra e profana. Ma chi è l'Elefante? "L'ignoto, ciò che ci è sconosciuto e precluso, il meraviglioso, una creatura che si sottrae alla logica umana e segue regole proprie, si muove misteriosamente, per vie oscure, come Dio", dice la regista Firenza Guidi; è l'inatteso, l'evento che scardina credenze e convenzioni radicate, che stravolge stili di vita e pensieri profondi: nel bene o nel male, al suo passaggio l'elefante trasforma la vita degli individui, di intere comunità, di poveri come di imperatori, compie miracoli veri o presunti; "Ognuno nella vita ha avuto i suoi elefanti, quelle coincidenze, quegli avvenimenti belli o brutti, che, inaspettatamente, stravolgono e portano al cambiamento".

Di questa portata è la tematica che verrà sondata nelle due settimane di laboratorio intensivo in cui i perfomer, provenienti da prestigiose scuole di teatro, circo e danza europee, ma anche ragazzi del circondario coinvolti grazie a borse di studio, potranno immergersi, sotto la guida della regista e del suo team di professionisti internazionali. Uno stimolante processo creativo a trecentosessanta gradi, basato su quella contaminazione e interazione di linguaggi artistici disparati che rappresentano il territorio di ricerca prediletto per Il Frantoio: recitazione, teatro fisico, canto, musica e arti circensi, fra le quali, per la prima volta a Fucecchio, il trampolino, strumento affascinante perché "a metà fra le acrobazie aeree e quelle a terra, aspira alla verticalità, ma torna sempre al suolo", sottolinea la Guidi. Ma non è finita: un team di designer realizzerà dei pupazzi mobili di grandi dimensioni, ispirati a quelli catalani ma che strizzano l'occhio alla tradizione carnevalesca locale. Fucecchio Alta, quindi, non sarà invasa solo da attori in carne e ossa, acrobati e musicisti, ma da pupazzi animati, primo fra tutti, ovviamente, quello del miracoloso elefante. La Scuola e lo spettacolo, poi, non si esauriscono in se stessi, ma fanno parte della stagione internazionale Labirinti: quello del pachiderma Solomon, infatti, è il racconto di un grande viaggio dentro e fuori di sé, che è il tema chiave dell'intera stagione, dove il labirinto in cui ci si perde è la vita stessa, il Minotauro la paura che è dentro di noi, il filo d'Arianna la nostra storia, individuale e di uomini. E la storia è sempre storia di un viaggio, reale e metaforico. Che anche il teatro sia un elefante?

La produzione è realizzata grazie al sodalizio con il Comune di Fucecchio e col supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e della Comunità Europea.

Quando
26, 27, 28 agosto 2011, ore 21:45 e 23:00
Dove
Piazza Vittorio Veneto, Fucecchio