Si accende un'opera d'arte: Eloisa
08 Maggio 2008
Ai piedi della torre si illumina Eloisa. Giovedi 8 Maggio alle ore 21.30, al Parco Corsini di Fucecchio si accendono le luci su Eloisa, l'imponente scultura in marmo bianco di Carrara commissionata dall'Amministrazione Pubblica all'artista Arturo Carmassi. Per l'occasione Firenza Guidi organizza un evento-omaggio a Eloisa: intorno al candore della statua suoni, canti, luci; a celebrare la solida immobilità del monolite, corpi in movimento, gesti, danze.
Un rito che nasce dalla fusione e rigenerazione di linguaggi diversi, "Perché –dice la Guidi - l'arte vera genera arte, la creatività genera creatività; e, in questo flusso, niente di stonato, niente di estremo, solo il silenzio, immenso e prezioso, perché, secondo Carmassi, le vere opere d'arte sono silenziose, ma d'un silenzio che non ha niente a che vedere con la mutezza; forte, eterno, sovrasta le urla, esilia gli eccessi dell'individuo e diventa parte del 'coro umano' ". Eloisa è questo, nell'intento dello scultore: un'opera che nasce quasi da sola; naturale come un albero, si nutre dello spazio intorno a sé e quello spazio fa rivivere, gli regala nuove sfumature, un'anima imprevista. Un dono nato per stare in mezzo alla persone e scambiare parole con loro.
Eloisa è donna, e porta con sé la sua potenza tenera ma implacabile, generosa e arcaica. Eloisa ha una storia, e dialogando con questa terra, con i tetti, con le torri, ci ricorda la nostra. Da questo spunto, che trova un corrispettivo nella poetica della Guidi, nel suo Teatro delle Radici e nelle tematiche ricorrenti, nasce la voglia di donare momenti che lascino un segno: un teatro per raccontarsi, per narrare la propria storia, la propria vita, il proprio mondo. E la scoperta che il proprio mondo è, nella definizione spesso usata dalla Guidi, "glocale", fusione di globale e locale, di ninna nanne e racconti delle nonne, dei campi in cui siamo cresciuti, ma allo stesso tempo commistione di culture, di influssi che arrivano da terre lontane, e di qualcosa che ci accumuna in quanto umanità che si racconta.
Arturo Carmassi ne è un esempio: originario di Lucca, pittore, scultore, incisore, compie la sua ricerca nel mondo dell'arte, a Torino, Milano e gira il mondo. Poi si stabilisce alla Torre, fra le colline di Fucecchio, in quaranta anni, crea e alimenta il suo atelier o, meglio, il suo mondo, "un luogo dove l'essere umano vive in armonia con l'esistente". Quadri, sculture, tutte le sue opere lasciano un'impronta nella campagna e la campagna imprime il suo segno nel marmo. Dal grande al piccolo, dal globo a una realtà appena bisbigliata. E viceversa. Da questi echi nasce l'evento di giovedì sera: c'è la donna, la celebrazione dell'energia femminile, e l'affiorare di qualcosa di passato eppure presente, lontano nello spazio ma così simile al sangue che ci scorre dentro, al pane che mangiamo.
L'arte nutre la terra e di terra si nutre. In silenzio.
- Quando
- giovedì 8 maggio 2008, ore 21:30
- Dove
- Parco Corsini, Fucecchio