L'Anima Buona
in collaborazione con le classi quinte dell'Istituto Checchi
tratto da L'Anima Buona del Sezuan di Bertolt Brecht
- Quando
- 31.03.2010
- 21:00 23:00
- Dove
- Auditorium “La Tinaia” Parco Corsini - Fucecchio
Se nella notte sentite dei campanelli suonare, sono gli dèi che stanno arrivando: cercano un'anima buona. Tre dèi cercano almeno una persona buona, altrimenti saranno costretti a distruggere il mondo; e la trovano nella prostituta Shen Te. L'apparenza inganna e spesso, in una società corrotta, proprio chi sta ai margini è buono di una bontà tutta interiore, in opposizione a quella decisa dalle apparenze, che nasconde povertà di spirito e menzogna.
Ma non si può essere buoni e giusti al contempo: premiata con una ricompensa in denaro Shen Te è costretta a incattivirsi, a inventarsi un alter ego autoritario, capitalista, irremovibile, per non essere sovrastata dalle richieste sempre più pressanti dei poveri e dei parassiti; anche lei, una volta salita di grado nel meccanismo del potere, ne deve seguire il ritmo, ne diventa parte. Dopo anni in cui Brecht è stato nel dimenticatoio, scomodo, fuori moda, oggi più che mai forse c'è bisogno di parlare di tematiche sociali in maniera chiara, e di farlo senza artifici. La rivoluzione apportata nel mondo del teatro dal regista tedesco abbattendo la finzione scenica è esemplare: mettendo in luce i meccanismi teatrali in quanto falsi, paradossalmente li rende credibili, poiché sinceri; solo un teatro che non finge di essere la realtà, ma si mostra per quel che è, ha la possibilità di iniziare un'indagine alla ricerca della verità.
Il mondo di Brecht è un mondo di poesia, canzoni, dialoghi, musica dal vivo: tutti artifici che però conducono un messaggio, hanno un contenuto forte e vogliono parlare alla mente degli spettatori dicendo proprio di non essere sedotti dalle facili emozioni, ma di rimanere lucidi, all'erta, di riflettere e agire; Brecht passa al pubblico il testimone, vuole che si carichi di responsabilità: non si è soli e non si può chiudere gli occhi sul mondo che ci circonda; perché se gli dèi se ne vanno, possiamo far affidamento solo gli uni sugli altri e sul nostro essere buoni.
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