Spettacoli

Il Delirio

in collaborazione con le classi quarte dell'Istituto Checchi

liberamente tratto dal Marat-Sade di Peter Weiss

Quando
08.02.2007
Dove
Sede del liceo Checchi - Fucecchio

Marat è morto. Morta è la Rivoluzione. Nelle mura dell'ospizio di Charenton, la palestrina ausiliaria è stata trasformata nella camera mortuaria dove si tiene la veglia di Marat. Il Marchese de Sade, architetto della performance, è sulla porta ad accogliere il pubblico di questa sua ultima rappresentazione. Tra la folla si fa strada un uomo, pallido ed emaciato. Una sigaretta accesa. Una figura di intellettuale. Come tutti gli internati di questo stabilimento, porta un pigiama e un numero impresso sopra il braccio. Parla con voce febbricitante. Parla velocemente e cerca di raggiungere il maggior numero di persone. I buttafuori se ne accorgono e lo zittiscono mentre il pubblico viene condotto nella camera ardente di Marat.

Da qui inizia il viaggio, a un tempo triste e esilarante, nella follia. Il pubblico verrà guidato attraverso un cammino che affonda sempre più nella follia, nella corruzione di princìpi e di ideali. Gli internati del manicomio di Charenton non portano sul cappello la coccarda tricolore, bensì portano sul braccio la stella-distintivo che i nazisti avevano imposto alla popolazione ebrea. Spogliati e internati in campi di concentramento, noi discendenti di questi avi ci si interroga: come è potuto accadere? È questa la follia dei pazzi-savi, dei pazzi che stanno al potere, dei pazzi-autori di stermini, di chi decide attraverso ordinanze e decreti il piano freddo e calcolato di un olocausto. Ma la follia è anche spazio libero. Così Weiss non fa parlare direttamente Marat o Sade o la Corday, bensì dei pazzi che impersonano i personaggi storici rappresentati. Proprio perché a recitare sono dei pazzi, le loro parole sembrano suonare più libere, più vere di quelle di qualsiasi altro, scevre di timori o impostazioni esterne. "Fra i pazzi si ha completa libertà- scrive Weiss- si possono dire cose assai particolari e folli, proprio tutto".


Galleria dello spettacolo

Il Delirio

Io sono la Rivoluzione. La Rivoluzione son io.