La Romola

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In occasione della Festa della Toscana, l'Auditorium diventa una piazza in cui gli anni e le stagioni si susseguono; la nuova drammaturgia della Guidi, infatti, si ispira a I Racconti della Piazza di Piero Malvolti; un excursus fra gli anni '30, '40 e '50 del secolo scorso, la nostra storia non troppo lontana, ancora impressa sui muri e fra le crepe. "Una volta le città erano paesi e nelle piazze si tenevano fiere e mercati, si scambiavano mercanzie e gli uomini chiacchieravano sull'onore delle femmine, sulle ricchezze dei potenti, sulle miserie dei vicini e nelle piazze si incrociavano il riso e il pianto e l'eco delle ipocrisie e gli amori e le spade".

Piazza Montanelli, centro nevralgico di Fucecchio, che da sempre riunisce persone e fatti, chiacchiere e risse, la quotidianità che diventa storia come gli eventi più importanti e significativi per la comunità, diventano un modo di parlare della piazza in senso universale. Il libro del Malvolti offre alla penna e alla regia della Guidi una ricchezza tale per cui, davanti agli occhi dello spettatore, sfilerà una galleria variegata di volti e di luoghi, di arti e di mestieri, di burle e di finezze: giovani e vecchi convergono nel fulcro vivo e pulsante della società e, come sopra ad un palcoscenico, raccontano un angolo di storia; così, fra il passare e sostare della folla, emergono figure insolite, eccentriche, che alimentano voci e dicerie, chiacchiere e leggende da tramandare: il comandante di sottomarino impazzito durante la guerra, che per le strade, continuava a dare ordini a soldati invisibili; il Pisano, barbiere strambo che usava il rasoio come una spada, un rito di passaggio a cui i coraggiosi si sottoponevano per diventare uomini; Sor Agostino, ricco decaduto diventato barbone, ex libertino la cui condotta scioccava i benpensanti; i facchini dal corpo forte e dal pugno facile.

Attraverso i toni della commedia venata di malinconia, infatti, lo spettacolo distilla generosamente umori e sensazioni, storie vere che rasentano i toni da leggenda, e leggende che si fanno storia vera. E su tutti svetta la Romola, ragazza bella e sensuale, eccentrica ed estrema: "l'Americana", come la chiamavano, che attirava frotte di uomini ammaliati che al suo passaggio uscivano dai negozi, si affacciavano alle finestre, oggetto del desiderio che faceva sognare gli uomini quanto dell'invidia delle donne: una figura sopra le righe, che attraversava le strade del centro sui pattini a rotelle o accompagnata dalla sua fedele scimmietta, regina incontrastata del Charleston e della spaccata, amante instancabile e scomoda: una donna avvolta nel mistero, fino alla sua scomparsa, da un giorno all'altro, senza lasciare traccia.

La performance, a ritmo di ballo, crea un vortice di voci e azioni intorno a lei, una sorta di girone felliniano di personaggi veri eppure straordinari, in un' atmosfera reale e allo stesso tempo onirica: un varco sul passato, una finestra su un mondo di malinconie e di suggestioni universali e su un'epoca il cui odore, nell'aria, si può ancora vagamente percepire. L'evento è realizzato col patrocinio del Comune di Fucecchio, col contributo della Cassa di Risparmio di San Miniato e della Comunità Europea.

La performance si inserisce nel progetto del Teatro delle Radici, che la regista porta avanti da diversi anni; anche questa volta, la natura di crocevia di culture che ormai contraddistingue il Frantoio, unisce un cast locale (Laura Bencini, Guido Ciari, Stefania Niccolai, Giacomo Paoletti, Katia Pepe, Marianna Rosati, Anna Bruna Sassetti, Lisa Savini, Chiara Turini, Michelangelo Vitale) ad artisti di livello internazionale, con le musiche originali composte da Gareth Jones, i costumi della designer Rhiannon Matthews, il supporto tecnico di Tim Way e le abilità circensi di Christine Thevissen.

Quando
sabato 28 e domenica 29 novembre 2009, ore 18.00 e 21.00
Dove
Auditorium “La Tinaia”, Fucecchio