L'Anima Buona

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Se nella notte sentite dei campanelli suonare, sono gli dei che stanno arrivando: cercano un'anima buona. È proprio il dramma L'Anima Buona di Sezuan di Bertolt Brecht, infatti, ad essere al centro del laboratorio condotto da Firenza Guidi per le classi 5e dell'Istituto Checchi, tappa conclusiva del progetto triennale che ha coinvolto una cinquantina di ragazzi.

Una collaborazione ormai consolidata di Elan Frantoio con l'Amministrazione comunale e il liceo, che permette agli studenti di immergersi completamente nel processo creativo e nelle dinamiche della produzione teatrale per una settimana di lavoro intensivo. Il testo è impegnativo, filosofico, carico di valenze sociali: tre dei cercano almeno una persona buona, altrimenti saranno costretti a distruggere il mondo, e la trovano nella prostituta Shen Te. L'apparenza inganna e spesso, in una società corrotta, proprio chi sta ai margini è buono di una bontà tutta interiore, in opposizione a quella decisa dalle apparenze, che nasconde povertà di spirito e menzogna. Ma non si può essere buoni e giusti al contempo: premiata con una ricompensa in denaro Shen Te è costretta a incattivirsi, a inventarsi un alter ego autoritario, capitalista, irremovibile, per non essere sovrastata dalle richieste sempre più pressanti dei poveri e dei parassiti; anche lei, una volta salita di grado nel meccanismo del potere, ne deve seguire il ritmo, ne diventa parte. Dopo anni in cui Brecht è stato nel dimenticatoio, scomodo, fuori moda, oggi più che mai forse c'è bisogno di parlare di tematiche sociali in maniera chiara, e di farlo senza artifici; la rivoluzione apportata nel mondo del teatro dal regista tedesco abbattendo la finzione scenica è esemplare: mettendo in luce i meccanismi teatrali in quanto falsi, paradossalmente li rende credibili, poiché sinceri. Solo un teatro che non finge di essere la realtà, ma si mostra per quel che è, ha la possibilità di iniziare un'indagine alla ricerca della verità. Se vogliamo dirla in termini contemporanei, nel dilagare dei reality, un flusso continuo di immagini facili spacciate per vere, per realtà senza filtri, è invece la fiction, ciò che è inventato, a poter fare un po' di luce sulle dinamiche della vita. Il mondo di Brecht è un mondo di poesia, canzoni, dialoghi, musica dal vivo: tutti artifici che però conducono un messaggio, hanno un contenuto forte e vogliono parlare alla mente degli spettatori dicendo proprio di non essere sedotti dalle facili emozioni, ma di rimanere lucidi, all'erta, di riflettere e agire. Brecht passa al pubblico il testimone, vuole che si carichi di responsabilità: non si è soli e non si può chiudere gli occhi sul mondo che ci circonda, perché, se gli dei se ne vanno, possiamo far affidamento solo gli uni sugli altri e sul nostro essere buoni.